L'opera si configura come una pregevole stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento realizzata da Gianni Berengo Gardin nel 1969. Le dimensioni della fotografia sono di cm 30,4 x 40,1, con l'immagine principale che misura cm 22,4 x 32,8. Titolata e datata a penna nera, l'opera reca inoltre il timbro del fotografo al verso, testimoniando l'autenticità della lavorazione.
Dal punto di vista estetico, l'immagine presenta un forte impatto visivo, caratterizzato da un utilizzo sapiente della luce e ombra, elementi distintivi del linguaggio visivo di Berengo Gardin. La tematica affrontata, relativa agli istituti psichiatrici italiani, è trattata con una sensibilità unica, che invita alla riflessione e alla comprensione della condizione manicomiale dell'epoca.
Lo stato di conservazione dell'opera è da considerarsi buono. È importante notare che l'opera è assoggettata al Diritto di Seguito, e che fa parte di un contesto bibliografico significativo, come suggerito dall'opera "Morire di classe" a cura di F. Basaglia, che cita il fotografo e offre un quadro più ampio della sua importanza nel documentare la realtà psichiatrica italiana.
Generato con Artness AI
Bibliografia
F. Basaglia (a cura di), <i>Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati a Gianni Berengo Gardin</i>, Einaudi, Torino, 1961, p. 42