L'opera, datata tra il 1577 e il 1660 e attribuita a Giacomo Cavedone, è un pregevole olio su tela di dimensioni cm 75x97,5, inclusa la cornice. Questo dipinto è stato riconosciuto da Emilio Negro, che ne attesta l'autenticità e il valore artistico, inserendolo nella specifica maturità stilistica del pittore.
L'Allegoria della Carità è magistralmente rappresentata attraverso la figura di una giovane madre, ritratta a mezzo busto, circondata da tre vivaci fanciulli; in particolare, uno di essi è colto nell'atto di nutrirsi al seno, mentre gli altri mostrano curiosità verso la scena, accentuando l'aspetto domestico e affettuoso dell'interpretazione. Da un punto di vista stilistico, l'opera riflette l'apprendistato di Cavedone presso l'Accademia dei Carracci a Bologna, segnando una sintesi unica tra le tradizioni carraccesca e veneta.
Le tonalità brune calde e la luce dorata utilizzate nel dipinto creano un equilibrio tra l'aspetto devoto e la naturalezza, in un rimando al ciclo di affreschi della cappella Bavosi in San Giacomo Maggiore. La figura materna, con i suoi panneggi fluidi, si contraddistingue per l'eleganza e testimonia l'abilità di Cavedone di fondere diverse correnti artistiche. La tela è proveniente dalla Collezione Garimberti di Parma, successivamente acquisita dai duchi Farnese, e la sua qualità estetica è corroborata dalla bibliografia di E. Negro e N. Roio.