Attribuita a Giacomo Balla, la Cravatta futurista tessuta rappresenta un'opera unica realizzata tra il 1930 e il 1932. L'opera è realizzata mediante la tecnica del tessuto dipinto e misura complessivamente 88 cm di lunghezza.
Esteticamente, l'opera incarna i principi del movimento futurista, enfatizzando il dinamismo e la modernità attraverso colori vivaci e forme astratte. La cravatta esprime un'innovazione sia formale che concettuale, in linea con le idee artistiche del suo autore.
Il pezzo è in buone condizioni generali, accompagnato da un'autentica di Elena Gigli su fotografia, e proviene dalla collezione di Giacomo Balla a Roma, successivamente appartenuta a Nicoletta Pallini, Milano, e infine a una collezione privata a Roma.