L'opera di Giacomo Balla, datata 1912, è un abbozzo realizzato in grafite su carta, con dimensioni di cm 8 x 12,5. Sibviene presented in una cornice con doppio vetro, dimensioni cm 40 x 50 x 2.
L'opera rappresenta una sintesi stilistica tipica di Balla, caratterizzata da un uso dinamico delle linee e da un'interpretazione innovativa dello spazio, elementi che riflettono la sua adesione ai principi del movimento futurista.
Il pezzo è stato riprodotto nel catalogo bibliografico di M. Fagiolo dell'Arco, che attesta la sua importanza nella produzione artistica di Balla. Attualmente, l'opera si trova in stato di invenduto.
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Bibliografia
M. Fagiolo dell'Arco, <i>Giacomo Balla - Il Taccuino n. 4 1912/1914</i>, Martano Editore, Torino 1984, nn. 8-9 (riprodotto).