Seconda edizione dell'importante trattato del cretese Filippo Gesualdo, dal titolo Plutosofia: nella quale si spiega l'arte della memoria, pubblicato a Vicenza nel 1600 da Perin e Bertelli. L'opera si presenta in formato in quarto (200 x 144 mm), composta da [4] carte e 64 pagine. Include una tavola calcografica con figura umana a piena pagina e quattro diagrammi a piena pagina, incisi in legno. La legatura, risalente al XIX secolo, è in mezza pelle marrone, con titolo in oro al dorso, sebbene presenti segni di usura e qualche spellatura.
L'opera raccoglie venti lezioni di mnemotecnica tenute dal Gesualdo a Palermo, ispirate ai principi aristotelici e alle opere di Quintiliano. Di particolare rilevanza è la figura umana numerata, che l'autore considera un modello mnemonico perfetto, contrapposto alle strutture immaginarie utilizzate da altri autori contemporanei come Dolce e Della Porta. Si segnala inoltre la presenza di un'antica nota di possesso al frontespizio e alcune lievi fioriture, testimonianze della sua provenienza storica.
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