Geode di celestina, identificata come solfato di stronzio (SrSO₄). Il campione presenta cristallizzazioni attribuibili al sistema ortorombico. Dimensioni complessive: largh. 8, prof. 8, alt. 7 cm. La nota di provenienza indica un’origine tipicamente legata a giacimenti del Madagascar, degli Stati Uniti (Clay Center, Ohio) e dell’Italia, con riferimento a contesti siciliani associati a mineralizzazioni a contenuto di zolfo.
La celestina si forma prevalentemente in ambiente sedimentario per precipitazione evaporitica in bacini marini poco profondi, oppure come cemento diagenetico in calcari e argille; può inoltre essere legata a processi idrotermali in cavità geodiche in rocce carbonatiche. I cristalli risultano frequentemente trasparenti o traslucidi, con colorazione azzurro pallido, in relazione a difetti reticolari, ma possono presentarsi anche incolori o bianchi. Si segnala durezza compresa tra 3 e 3,5 Mohs, elevata densità (circa 3,95–3,97 g/cm³) e sfaldatura perfetta, fattore determinante per la fragilità del materiale.
Lo stato di conservazione è indicato come condizioni naturali. Il campione richiede maneggio delicato in considerazione della sfaldatura e della conseguente vulnerabilità meccanica.
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