Opera di Giovan Battista Gelli, intitolata 'La Circe', pubblicata a Firenze da Lorenzo Torrentino nel 1550. Si tratta della seconda edizione di un'opera considerata il capolavoro dell'autore.
Il testo si presenta come un dialogo tra Circe, Ulisse e undici compagni, che, trasformati in bestie, scelgono di rimanere tali, salvo uno, un filosofo che trova pace nella ricerca della verità. L'opera offre una profonda riflessione sulla condizione umana e la scelta tra la verità e l'illusione.
L'opera è arricchita da una ricca cornice xilografica al frontespizio e presenta un ritratto dell'autore al verso. Sebbene il frontespizio mostri alcuni difetti e siano presenti arrossature sparse, è conservata in una legatura del XVIII secolo in mezza pelle, con titoli e autore impressi in oro sul dorso, sebbene con lievi mancanze.