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Court Gallery, Copenaghen [...] Vediamo prima di tutto cosa significano i SEGNI di Novelli (e qui sarebbe opportuno ricorrere alla teoria linguistica di De Saussure e Wittgenstein). I segni iniziali sono sempre quelli (curva-montagna; cerchio-luna; linea spezzata-fulmine; e cosi via): diverso è l’aggregarsi di quei segni, e cioè il linguaggio. Novelli parte sempre dal segno perché è l’unica cosa concreta eppure vastissima che ci resta (“i segni hanno un loro potere referenziale per cui, anche essendo relativi soltanto a se stessi, possono fare le veci di qualcosa d’altro “). Novelli non cerca l’immagine ma il segno, non la parola ma la lettera; auspica un ritorno al nucleo originario della vita. Per inventare un nuovo linguaggio, e forse una nuova mitologia, parallela a quella usuratissima che ci trasciniamo appresso.M.Fagiolo -Novelli confessione e cronaca - Avanti ed. Roma 20 aprile 1965