Venezia, Alessandro Brunicio e fratelli, 1548. Prima edizione di questa significativa traduzione di Antonio Brucioli, che risale a una revisione della traduzione di Plinio realizzata da Cristoforo Landino nel 1543. Quest'opera si distingue per la sua rarità, in quanto la tipografia Brucioli chiuse nello stesso anno della pubblicazione a causa di gravi accuse di eresia nei confronti dell'autore.
Caratterizzata da una elegante marca tipografica al frontespizio, l'opera presenta graziosi capilettera finemente incisi su legno. Il testo è disposto su due colonne, mentre si riscontrano alcune macchie e fioriture, con segni di gora d'acqua alle ultime carte. La legatura è in mezza pergamena, con il dorso liscio su cui sono riportati manualmente autore e titolo. È presente un ex libris al foglio di guardia, testimonianza della provenienza e della storia del volume.