Gaetano Lapis (1706–1758), L’angelo custode. Olio su tela, composizione a sviluppo verticale; dimensioni 200 x 164 cm. L’opera raffigura un angelo dalle ali spiegate, avvolto da una tunica chiara e da un ampio manto azzurro, nell’atto di sostenere un bambino nudo parzialmente coperto da un drappo. La figura angelica presenta un gesto indicativo verso l’alto con la mano destra, secondo un’iconografia di guida e di elevazione spirituale.
Nella parte inferiore della scena compare una figura mostruosa, allusiva al male sconfitto, in relazione al tema dell’angelo custode quale protettore dell’anima innocente. La formulazione iconografica si colloca nella tradizione devozionale cattolica post-tridentina, con finalità didattico-morali. Dal punto di vista stilistico, l’impianto evidenzia caratteri del tardo barocco: composizione dinamica ma equilibrata, resa morbida dei panneggi, cromia calda e sfumata e luce diffusa.
L’insieme orienta il linguaggio verso esiti più lirici e sentimentali tipici del Settecento, in coerenza con la lezione richiamata nell’inquadramento critico dell’opera. La tela risulta destinata, per le caratteristiche formali e iconografiche, a un contesto devozionale privato o a una cappella minore. Non sono fornite indicazioni specifiche su firma, timbri o provenienza; l’opera è indicata come venduta.