L'opera è attribuita a Carlo Emilio Gadda e si compone di una raccolta di taccuini redatti tra il 1916 e il 1918, epoca della sua esperienza bellica. Questi documenti storici, risalenti al periodo della Prima Guerra Mondiale, offrono una visione unica della vita di Gadda in trincea e della sua prigionia in Germania.
La scrittura, ricca di riflessioni personale e di commenti sulla condizione umana, si distingue per uno stile che manifesta la complessità dei pensieri del giovane Gadda. In particolare, il quarto quaderno contiene lettere alla madre e note autobiografiche, che rivelano le sue preoccupazioni e necessità materiali durante la prigionia.
I taccuini versano in uno stato di conservazione precario, segno del tempo e dell'uso, con tratti di scrittura variabile da ben leggibili a difficilmente decifrabili. La loro autenticità è attestata da una nota specialistica che sottolinea il valore storico e letterario delle scritture belliche di Gadda, ponendole come documento imperdibile per la lettura della sua opera futura.