La lettera, datata 28 novembre 1863, proviene da Genova e presenta un'affrancatura insolita. Essa è stata affrancata con un valore di 25 centesimi, utilizzando un francobollo da 10 centesimi bistro n. 14E, di cui è stata asportata la parte destra, rendendolo pertanto non conforme alle regolamentazioni postali vigenti. A questo è stato aggiunto un francobollo litografico da 15 centesimi.
Questo insieme rappresenta un raro esempio di frode postale, testimonianza di pratiche fraudolente dell'epoca. La combinazione di francobolli con affrancatura irregolare suggerisce l'uso improprio delle emissioni postali per eludere il pagamento delle tariffe. L'analisi di tali documenti offre spunti interessanti per la storia della corrispondenza.
Si sottolinea che lo stato di conservazione della lettera appare soddisfacente, nonostante l'intervento fraudolento sul francobollo. Non sono presenti firme o timbri di provenienza che possano aggiungere valore storico.