Pubblicato a Venezia da Bernardinus Venetus, de Vitalibus, dopo il 1498, "Hoc est preclarum Testamentum" rappresenta un importante documento testamentario di Francesco Petrarca, datato 1498. L'opera, di formato in 4°, è impressa su quattro fogli e include capilettera decorati e glosse marginali manoscritte di epoca coeva. La legatura è realizzata in mezza tela verde e cartone del XIX secolo, mentre l'ex libris nobiliare presente al contropiatto reca lo stemma "Sic laeta quiesco".
Il testamento di Petrarca, noto per le disposizioni espressive nei confronti di amici e famigliari, evidenzia l'importanza delle relazioni personali e dei legami affettivi nella vita quotidiana del poeta. Esistono nove manoscritti conosciuti che tramandano il testo, sebbene l'originale sia andato perduto. L'edizione in questione è basata su un'accurata edizione critica curata da Theodor Mommsen e si distingue poiché solo una copia è reperibile in Italia, conservata presso la Civica Hortis di Trieste. Si segnala che circa 9 esemplari della presente edizione sono noti al pubblico, rendendo questa copia particolarmente rara.