Francesco Narici (1719 - 1785) presenta in questo Studio un acquerello grigio e biacca su carta azzurra, misurante 145 x 108 mm. L'opera, databile al XVIII secolo, illustra un episodio tratto dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, precisamente dal VII canto, versetto 19, in cui Erminia scrive il nome di Tancredi sull'albero.
L'immagine cattura l'intensità emotiva del momento, rivelando la profondità del sentimento che lega Erminia al suo amato, evocando il passaggio che descrive come ella 'rigò di belle lacrime le gote'. Le tonalità grigie e l'uso della biacca conferiscono all'opera un'atmosfera malinconica e sognante, enfatizzata dalla scelta della carta azzurra, la quale offre un contrasto particolare ed efficace.
Il pezzo è conservato in buone condizioni generali, con evidenti segni del tempo e lievi difetti che non compromettono l'integrità dell'immagine. Proveniente dalla Collezione Giancarlo Sestieri di Roma, quest'opera rappresenta un'importante testimonianza della sensibilità artistica del Settecento napoletano.