Opera del giurista e scrittore milanese Francesco Birago, "Li Discorsi Cavallereschi" fu pubblicata a Milano nel 1628 da Giovan Battista Bidelli. Questo volume in formato ottavo presenta una marca tipografica sul frontespizio, raffigurante un gatto con un topo in bocca, incorniciata e sormontata da iniziali GBB e una doppia croce. Registra un incipit di interesse storico e culturale, evidenziato da un ritratto dell'autore inciso da Gio. P. Bianchi.
Il frontespizio presenta una parziale coloritura, mentre la legatura è coeva in cartonato. Il volume è corredato da ex libris manoscritti al foglio di guarda e un ex libris stampato di Dionisi. Birago, noto per la sua erudizione e il suo ruolo di pacificatore nella nobiltà milanese, offre in quest'opera un esame della cavalleria dell'epoca, contrapposta a quella tradizionale, evidenziando la propria competenza attraverso abbondanti riferimenti documentali.
Il libro, nonostante il suo significato storico, risulta in buono stato di conservazione, riflettendo l'importanza della figura di Birago nel contesto letterario dei suoi tempi.