Attribuiti a Filippo Tagliolini, i presenti due bustini in biscuit raffigurano rispettivamente Zeus Ammone e Scipione, modellati a mezzo busto e posti su piedistalli a rocchetto. L’opera si inserisce nella produzione della Real Fabbrica Ferdinandea di Napoli, databile alla fine del XVIII e all’inizio del XIX secolo. La dimensione rilevata per ciascun busto è di altezza pari a 13 cm. La resa scultorea, priva di finiture policrome tipiche del biscuit, evidenzia il trattamento plastico del modellato e il rilievo delle forme. La serie di appartenenza è riferita a un gruppo composto da trentadue esemplari, realizzati in miniatura a partire dai bronzi rinvenuti nel 1753 nella Villa dei Papiri a Ercolano, connessi a un contesto museale presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Dal punto di vista iconografico, i busti presentano una caratterizzazione classica e un impianto compositivo uniforme, con i soggetti collocati su supporti cilindrici a rocchetto. Lo stile richiama il modello antico nella tipologia del ritratto scultoreo e nella resa delle parti anatomiche, secondo un linguaggio compatibile con la scultura in porcellana in monocromo (biscuit). La documentazione bibliografica indicata include riferimenti specifici alla produzione di porcellane della Napoli borbonica e allo studio dello scultore Filippo Tagliolini, con rimandi puntuali alla serie e a un inquadramento storico-artistico del manufatto.
In merito allo stato di conservazione, alla presenza di firma o marchi, e a eventuali interventi o restauri, non sono disponibili ulteriori dettagli nel lotto. Gli elementi tecnici disponibili riguardano esclusivamente la tecnica (biscuit), la tipologia (busti su piedistalli a rocchetto), la datazione indicativa e la dimensione rilevata in altezza.
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Bibliografia
Bibliografia di riferimento:<br>Angela Caròla-Perrotti, "Le Porcellane dei Borbone di Napoli, Capodimonte e Real Fabbrica Ferdinandea, 1743 - 1806", Napoli 1986, pp. 510-522<br>Alvar Gonzàlez-Palacios, "Lo scultore Filippo Tagliolini e la porcellana di Napoli", Torino 1988, n. 45, pp. 167-168