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Le Due Figure, Sono Raffigurate a Mezzo Busto, Aggettanti dal Fondo su Cui Si Stagliano Raggi. Entrambi Portano Vesti Purpuree con Manti Azzurri; la Vergine Ha il Capo Coperto da un Velo Bruno che Ricade sulla Spalla Destra; il Cristo Porta la Crocedimensioni CM 17 X 13; 16,8 X 12,9 Rispettivamentebologna, Metà del XVIII Secoloqueste Due Ceroplastiche di Notevole Finezza Esecutiva Si Inseriscono nella Tradizione Scultorea Bolognese che Inizia con Giuseppe Maria Mazza (1653-1741) e Viene Proseguita da Angelo Gabriello Piò (1690-1769). Piò Ci Interessa Qui Perché a Lui Sono Stati Universalmente Attribuiti Diversi Ritratti in Cere Colorate e una Sacra Famiglia Conservata a Bologna nella Chiesa dei Santivitale e Agricola. Purtroppo Nessun Lavoro in Cera del Piò, né della Maggior Parte dei Ceroplasti Bolognesi fra Barocco e Rococò,è Documentata con Assoluta Certezza.ad Ogni Modo la Sacra Famiglia Testé Menzionata È Universalmente Accettata Come Opera di Piò e Come Tale Risulta Già Menzionata in un Documento del Conoscitore Settecentesco Marcello Oretti. Altri Lavori in Stucco o Terracotta del Piò Possono Essere Avvicinati alle Due Piccole Opere Qui Esaminate ma le Forme di Queste Ci Appaiono di un Gusto Leggermente Più Minuzioso e Morbido e Potrebbero Far Pensare Ad un Artista Più Giovane. Si Imporrebbe Qui il Nome di Filippo Scandellari (1717-1801) che Fu Allievo del Piò e Autore di Alcuni Lavori in Cera: È lo Scandellari Stesso a Scriverlo in una Vita di Filippo Scandellari Scultore Bolognese Scritta da Lui Medesimo Nell’anno 1769. D’altra Parte i Lavori Resi Noti da Eugenio Riccomini Sembrano Consentire L’attribuzione che Qui Proponiamo.e’ Comunque Opportuno Tener Presente che la Nostra Idea È una Proposta Fatta, se Così Possiamo Dire, per Esclusione. Non Abbiamo Alcun Dubbio che Queste Due Delicate Immagini Siano Bolognesi e Datino Attorno alla Metà del XVIII Secolo. il Loro Stile Si Adegua All’arte Allora Imperante in Quella Città e Portata al Suo Culmine dalle Pitture di Donato Creti (autore Anche di Qualche Rara Scultura) e dalle Opere di Mazza e di Piò.nota Bibliografica:j. Von Schlosser, Storia del Ritratto in Cera, Edizione Italiana a Cura di A. Daninos, Milano, 2011, P.152; E. Riccomini (a Cura Di) Mostra della Scultura Bolognese del Settecento, Bologna 1965; R. Lightbown Et Al. Ambre, Avori, Lacche e Cere, Milano, Fabbri, 1981, Pp. 68-702012alvar Gonzalez-palacios

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