Attribuito a Ferdinando Maria Galli detto il Bibbiena (Bologna, 1657 - 1743), il dipinto raffigura un capriccio architettonico con figure. L’opera è realizzata in olio su tela e misura 189,5 x 295,5 cm. La composizione presenta edifici disposti su più piani, con presenza di figure inserite entro lo spazio scenico, secondo un impianto tipico del capriccio architettonico. La datazione non è specificata nei dati di lotto.
Dal punto di vista estetico, l’immagine si fonda su una prospettiva articolata e su una resa pittorica orientata a creare profondità tra primo e secondo piano. La presenza di figure interagenti con l’architettura contribuisce alla costruzione narrativa della scena. La superficie pittorica risulta interessata da fenomeni di conservazione che emergono in particolare in relazione all’edificio in secondo piano.
In merito allo stato di conservazione, il dipinto è in prima tela, privo di cornice e necessitante di una ritensionatura. Al retro sono presenti pezzi di tela nella parte inferiore, probabilmente per irrobustire il supporto originario, in assenza di segni visibili di strappi o tagli e senza evidenze di interventi di restauro, sia alla visione diretta sia tramite esame con lampada a ultravioletti. Alla visione in luce naturale si rileva una generale svelatura della pellicola pittorica, con maggiore evidenza nell’edificio in secondo piano. Sono segnalate cadute di colore nel quadrante inferiore sinistro e nel cielo, nel quadrante superiore sinistro. All’esame in luce di Wood risulta una vernice protettiva che non sembra occultare restauri antichi; si registra soltanto un piccolissimo intervento di restauro nella mano destra e nell’elmo della figura che suona il corno in primo piano. La provenienza indica Vienna, Dorotheum, Alte Meister, 18-04-2012, lotto n. 582, e Collezione privata.
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