Edizione rara di Demostene, tradotta in lingua toscana dall'umanista senese Felice Figliucci. Pubblicata a Roma nel 1551 da Valgrisi, l'opera è in formato ottavo (152 x 100 mm) e consta di [4], 140 carte, impreziosita da elaborate incisioni in legno al frontespizio e nel finale.
Caratterizzata da un'importante tipografia, presenta spazi con letterine-guida. La legatura è coeva in pergamena floscia, con segni di usura e titolo manoscritto al dorso. Risulta evidente la presenza di macchie e aloni di umidità su alcune carte.
A conferma della qualità della traduzione, un'antica nota manoscritta sul foglio di guardia afferma: 'questa traduzione è fatta direttamente dal greco, è bellissima e di buona lingua', fornendo un interessante riferimento storico alla valorizzazione dell'opera.
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Pandolfini
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