Opera di Raffaele Fabretti, intitolata 'De aquis et aquaeductibus veteris Romae', pubblicata a Roma nel 1680 da Bussotti. Questo trattato, in quarto (238 x 165 mm), è composto da 193 pagine e comprende 23 pagine supplementari. Presenta vignetta al frontespizio, tre grandi piante topografiche ripiegate e una pianta della città di Roma a piena pagina, arricchito da illustrazioni nel testo e a tutta pagina.
Questa prima edizione, attribuita a un erudito archeologo e antiquario marchigiano, analizza i principali acquedotti, le abbondanti stazioni di distribuzione, i serbatoi, e le fontane, nonché la complessa rete idraulica che circondava Roma, evidenziata attraverso le mappe custodite. L'opera risalta per il suo approccio scientifico e ben documentato, illustrando con dovizia di particolari l'ingegneria idraulica dell'epoca.
La legatura coeva è realizzata in piena pergamena, con tassello rosso per il titolo impresso in oro al dorso. Si segnalano lievi arrossature e piccole macchie sparse, comportamento consueto per opere di questo genere e epoca, senza comprometterne la leggibilità e l'importanza storica.
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