Attribuito all’area dell’Europa orientale, questo raro corseletto leggero d’uso cerimoniale o militare è databile circa tra il 1630 e il 1650. L’armatura presenta un’architettura a componenti con taschetto a coda di gambero e coppo tondeggiante, costolato in mezzeria e costituito da due metà unite da ribattini. La visiera anteriore è circolare, in un unico pezzo con il coppo, con margine orlato e lavorato a tacche e giro di ribattini lungo il bordo esterno. Al centro si rileva un nasale scorrevole dotato di fregio sommitale floreale intagliato e traforato, completato da un fermo con vite a galletto. La base del coppo conserva resti di coietti o fodera in tessuto trattenuti da ribattini.
I guanciali a scaglie sono montati tramite ribattini su un supporto sagomato in cuoio, con margini non ribaditi. La gronda è composta da tre lame, la prima integrata nel coppo e le altre fissate a ribattini; i margini superiori sono sagomati a graffe con doppie delineature. La gola e la pettorale risultano a due lame in un unico pezzo con bordo cordonato e lavorazione a fingere tortiglione. Il pettorale è annerito come gli altri elementi, ad eccezione del medaglione centrale inciso con effigie della Vergine Marina che schiaccia un drago (iconografia del Demonio), circondata da volute; in colore naturale restano la costolatura incisa a zigrino e i cordoni a tortiglione dello scollo e dei giri ascellari.
Lo stato di conservazione è indicato come “invenduto”. All’interno si osserva una patina antica bruna con lievi tracce di coietti sotto i ribattini. È segnalata una piccola riparazione più recente al bordo interno di una lama di gronda e, sul retro, la presenza di frammenti di fodera e coietti antichi o vecchi; risultano inoltre sostituzioni di alcuni ribattini, oltre a una vernice nera rinfrescata in epoca recente. L’ultima lama di gronda presenta margine orlato e lavorato a tacche; il complesso misura circa 85 cm in altezza (come da riscontro fotografico).