Spada vichinga di Europa del Nord, databile all’“X Sec.”, con lunghezza complessiva di 95 cm. La larga lama è diritta, a doppio filo, finemente lavorata in pattern-welding: tecnica che consiste nella composizione e saldatura di differenti frammenti di materiale ferroso, ottenendo una superficie omogenea e decorativamente regolare.
La lama presenta una lieve sgusciatura mediana nella porzione centrale; la punta è di forma ovale. Su una faccia, in prossimità del forte, è presente un’agemina ad anello riportata in argento. L’elsa è diritto con estremità arrotondate; il pomo, realizzato in due pezzi e leggermente disassato rispetto all’elsa, conserva una parte significativa della decorazione geometrica originale realizzata con inserimenti in argento e rame. Il codolo è anch’esso eseguito in pattern-welding, con andamento leggermente inclinato su un lato e dritto sull’altro.
Dal punto di vista storico-tecnico, la lavorazione in pattern-welding risulta coerente con l’esigenza, in ambito vichingo, di sfruttare frammenti di ferro eterogenei (bloom) e di omogeneizzare il materiale. Lo stato di conservazione è indicato come “invenduto”.