Erone Alessandrino, noto per le sue significative contribuzioni alla scienza e alla matematica, presenta in questa opera 'De gli automati' una trattazione approfondita sugli automi. Pubblicata per la prima volta in italiano a Venezia nel 1589 da Porro, l'opera si compone di 47 carte in formato quarto (192 x 135 mm), arricchita da un frontespizio calcografico finemente ornato e da 22 tavole nel testo, metà delle quali realizzate con incisioni in legno e l'altra metà in rame.
Le caratteristiche grafiche dell'opera evidenziano un elegante design tipografico, mentre la legatura moderna in vitellino nocciola, decorata con una cornice di filetto dorato e un dorso a due nervi con titolo in oro, testimoniano una cura particolare per l'artigianato librario. L'opera presenta qualche imperfezione, tra cui un forellino al frontespizio e piccole macchie sparse, ma rimane un esempio pregiato e raro del pensiero erudito del tempo.
Le bibliografie specializzate, come Adams H-368 e Riccardi I, 67, citano 'De gli automati' come un'opera di notevole rilevanza, in quanto il suo autore ha unito vasta erudizione poliglotta a profonde conoscenze matematiche.
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