Erasto, (Libro dei sette savi) Erasto doppo molti secoli ritornato al fine in luce et con somma diligenza dal greco fedelmente tradotto in italiano, edizione datata 1546. Il volume è indicato come stampato a Mantova e in formato in ottavo (8°). Al frontespizio è presente una marca xilografica raffigurante la Giustizia. La descrizione registra bruniture e aloni di umidità diffusi, con evidenze di usura riconducibili all’impiego e alla conservazione.
Sono segnalati un foro di tarlo al frontespizio, con perdita di una piccola parte del capolettera al verso, oltre a ulteriori fori di tarlo in altra porzione del testo. La legatura risulta coeva, realizzata in pergamena floscia, con titolo manoscritto al dorso. Presso il frontespizio compaiono annotazioni manoscritte e indicazioni di appartenenza, tra cui ex libris “Paolo Giannettini” ed “Ex Bibliotheca…”. In fine è riportata la nota “Letto da me Scipione Vieri l'anno mille seicento”; sulla carta di guardia si legge “E riletto da me Giulio Vieri l'anno mille seicento dodici”.