L’emimorfite, formula Zn4Si2O7(OH)2·H2O, è un sorosilicato idrato di zinco cristallizzante nel sistema ortorombico. Il reperto presenta dimensioni complessive di cm 5×4×4. Tipicamente si forma nella zona di ossidazione di giacimenti di zinco, per alterazione di solfuri primari (blenda) in presenza di silice. Per la natura del proprio accrescimento, l’emimorfite è spesso rinvenuta come aggregato botroidale o a ventaglio, talvolta associata alla smithsonite.
La denominazione deriva dall’emimorfismo dei cristalli, caratterizzati da terminazioni diverse alle due estremità dell’asse cristallografico. Il colore varia da incolore ad azzurro-verde; sono riportate durezza 4,5–5 Mohs e densità 3,4–3,5 g/cm³. Sono indicate inoltre proprietà piezoelettriche ed epiroelettriche. L’aspetto collezionistico è legato soprattutto agli aggregati botroidali blu-verdi, frequentemente descritti come affini a piccole stalattiti. La formazione di questo minerale è storicamente documentata in distretti minerari di aree tra cui Messico (Santa Eulalia, Chihuahua), Stati Uniti (Franklin, New Jersey) e Cina.
Stato di conservazione: condizioni naturali. Non sono specificate informazioni ulteriori su eventuale firma, timbri o provenienza documentale oltre all’indicazione tipica di provenienze minerarie.
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Cambi
Castello Mackenzie
Mura di San Bartolomeo, 16
16122 Genova, Italia