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TornabuoniArte, Firenze
Giorgina Graglia Scanavino, Carlo Pirovano, Scanavino. Catalogo Generale, Electa, Milano, 2000 “ [...] Non si può tralasciare di annotare, prima di concludere, che l’opera di Scanavino è permeata di un senso profondo di spiritualità, di latente misticismo, di un continuo, sotterraneo dialogo con ciò che potremmo chiamare “il sacro”, “il mistero delle cose” - aspetti che non sono solo desumibili dai titoli di singoli suoi dipinti. Le ferite e le lacerazioni, gli addensamenti e le vibrazioni, i grumi nei quali pare condensarsi tutta la verità di un’esistenza, le larve di presenza umane, “ierofanie” che si mostrano nella loro indefinitezza, parzialità e debolezza, le impenetrabili corazze da cui possono fuoriuscire fiotti di sangue, le grigie superfici di cenere, sindoni che trasudano tutto il senso della sofferenza e della fatica di vivere, il sentimento della vita come “amaro calice” che può essere allontanato, ci parlano, tutti, di una esperienza, strutturalmente esistenziale, che cerca un varco oltre l’immediatezza e la materialità dell’essere, una tensione verso ciò che appare inafferrabile ma “ necessario”. Sandro Parmiggiani, Emilio Scanavino, Arte 92 Milano 21 ottobre 2010 - 29 gennaio 2011