Opera di Emilio Scanavino, datata 1965, realizzata con tecnica ad olio su tela e presentata in dimensioni di cm 31x37. Questa opera emblematicamente riflette il linguaggio estetico dell'artista, caratterizzato da tratti vigorosi e una composizione astratta che invita a un'interpretazione profonda.
Il dipinto è stato esposto in diverse gallerie tra cui la Galleria l'Argentario di Trento e la Galleria Ferrari di Verona, contribuendo alla diffusione del lavoro di Scanavino nel panorama artistico degli anni '60. Presenta una vivace interazione di colori e forme, esemplificando la ricerca stilistica dell'autore nel contesto della arte moderna.
Firmato e datato in basso a destra, l'opera è accompagnata da un'autentica su fotografia dell'artista. La provenienza include importanti gallerie d'arte e una collezione privata. Si segnala la presenza di timbri e etichette al verso che attestano la sua storia espositiva.
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Provenienza
<div>Milano, Galleria del Naviglio;</div><div>Castellanza, Galleria del Barba;</div><div>Trento, Galleria d'Arte Argentario (timbro al verso);</div><div>Venezia, Galleria del Cavallino (etichetta e timbro al verso);</div><div>collezione privata.</div><div><br></div>
Bibliografia
G. Scanavino, <i>Scanavino, Catalogo generale, </i>Volume I, Electa, Milano 2000, p. 257, n. 1965/14 (riprodotto).