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G. Nicodemi, Emilio Gola, Milano 1956, p. 34, tav. 47 AA.VV, Emilio Gola, Milano 1989, p. 94, tav. 58 Esposizioni: Emilio Gola, Milano 1956, tav. 47 Emilio Gola, Milano 1989, p. 94, tav. 58 "Nonostante la datazione la pasta materica conserva lo spessore e la granulosità degli olii antecedenti il 1900." Cfr. N. Colombo, Emilio Gola, Milano 1989. Il dipinto è costruito secondo un meccanismo che ricorda il close-up di un fotografo. Il vero protagonista del quadro è il colore: il blu dell'abito della lavandaia in primo piano, i verdi del prato e del fogliame, tutto eseguito con pennellate che veleggiano una sull'altra e imprimono ritmo e movimento alla composizione.