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Milano, Finarte, 21 aprile 1986 Collezione privata Presentata all’asta Finarte del 21 aprile 1986 come opera di Domenico Morone, la tavola è un’importante quanto rara testimonianza della cultura pittorica tra Verona e Mantova sul finire del XV secolo. Secondo quanto riferito oralmente da Giorgio Fossaluzza, essa va piuttosto ricondotta alla collaborazione di Domenico Morone e del figlio Francesco documentata nel 1496 in relazione alla pala per Santa Maria delle Grazie ad Arco, oggi perduta, e nel 1498-99, quando, ancora insieme, realizzarono gli affreschi per la cappella di san Biagio nella chiesa dei santi Nazaro e Celso a Verona. Mauro Lucco riconduce invece l’opera alla sola mano di Francesco citando in particolare opere come la Madonna con il Bambino del Museo di Castelvecchio di Verona (inv. 1291- 1B143). Ispirata a un modello mantegnesco, ancora percepibile nelle fitte pieghe nella veste della Vergine, la tavola è altresì un interessante documento dell’influsso di Donatello in area padovano-veronese: lo ritroviamo, per restare in quell’ambito, in analoghi dipinti di Liberale da Verona (si veda la Madonna in collezione Pittas esposta a Palazzo Strozzi nel 2022 e derivata appunto da un rilievo donatelliano). Al retro della tavola, una elaborata ghirlanda stilizzata include uno stemma nobiliare che, sebbene abraso e illeggibile, lascia supporre un’interessante storia collezionistica.