Porta di granaio Dogon, realizzata in legno duro, misura 86,5 x 52 cm e proviene dalla regione di Bandiagara. Questa opera, risalente a un periodo non specificato, è composta da due parti unite da giunti di legno e fascette di ferro, purtroppo i cardini e il chiavistello sono andati perduti.
La superficie presenta una patina naturale scura e segni di erosione. La porta è decorata con una serie di figurine scolpite in alto-rilievo, che secondo la tradizione Dogon rappresenterebbero le 44 tribù Mande insediatesi nel passato nell'altopiano di Bandiagara. Tale simbologia suggerisce che questo granaio fosse destinato a un personaggio di rilevanza, probabilmente un Hogon, che era il capo religioso del villaggio e custode delle conoscenze mitologiche della comunità Dogon.
L'opera è accompagnata da una nota di provenienza, inclusa tra quelle di Carlo Monzino e successivamente in collezione privata dal 2001. È interessante notare la bibliografia che accompagna l'oggetto, suggerendo un riconoscimento artistico e culturale nel contesto dell'arte africana.
Generato con Artness AI
Provenienza
- Ex collezione Carlo Monzino, Milano / Lugano Vita di Carlo Monzino (*) Inventario n° 0465, foto di Mario Carrieri;<br>- Collezione privata (2001);
Bibliografia
LANGLOIS PIERRE, Art soudanais: Tribus Dogons, Bruxelles & Lille 1954, Librairie-Galerie Marcel Evrard (1088);<br>IMPERATO PASCAL JAMES, Dogon Cliff Dwellers, New York 1978 (66);<br>LAUDE JEAN, African Art of the Dogon: The Myths of the Cliff Dwellers, New York 1973 (116);<br>AUTORI VARI, Dogon, Musée Dapper, Paris 1994 (322);<br>BILOT ALAIN & BOHOBOT MICHEL & CALAME-GRIAULE GENEVIEVE & NDIAYE FRANCINE, Serrures du Pays Dogon, Editore Adam Biro, Parigi 2003 (474);<br>