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<p>Leonardo Salviati (1539-1589) fu membro eminente dell’Accademia Della Crusca cui diede, assieme al Lasca, un orientamento linguistico nuovo, basato sul modello proposto dal Bembo. Quest’opera, qui in prima edizione, riflette il programma di recupero del fiorentino trecentesco, cui l’intero ambiente accademico della Firenze medicea intendeva richiamarsi. Per ritornare alla perfezione della lingua toscana del Trecento occorreva procedere, secondo Salviati, attraverso un paradigma imitativo che tenesse conto degli autorevoli modelli trecenteschi, ma anche dell’apporto del linguaggio parlato, con l’obiettivo di far conciliare insieme la fiorentinità popolare e quella letteraria. Salviati era persuaso della perfezione naturale della lingua di Firenze: per questo, reputava importante volgere la sua attenzione di grammatico anche verso l’uso popolare e contemporaneo del fiorentino. <span style="font-variant: small-caps;">Adams </span>S-204 (solo vol. I); <span style="font-variant: small-caps;">Brunet </span>V, 102; <span style="font-variant: small-caps;">Gamba </span>875.</p>