Libri, Autografi e Manoscritti
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8 ott 2024 - 10 ott 2024
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Francesco Maria Brancaccio - De Potu Chocolatis. An Chocolates Aqua Dilutus, Prout Hodierno Usu Sorbetur, Eccelsiasticum Frangat Ieiunium.

Base Asta220 €
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Si Trova alle Pp. 163-211 delle Dissertationes del Brancaccio, In-folio Piccolo (MM 264x188). Pagine: [6] 358 (assente L'ultima Carta di Testo, ma il De Potu Chocolatis è Completo). Carte Occasionalmente Fiorite o Ingiallite in Modo Pallido, Qualche Lieve Alone Marginale. il De Potu Chocolatis Si Apre con una Tavola Calcografica. Vitellino Coevo, Dorso a Nervi con Titolo e Decorazioni Dorate (mancanze alla Testa, al Piede e Lungo le Cerniere, Abrasioni alle Estremità), Unghiatura Dorata, Contropiatti Marmorizzati.

Bibliografia

<p>Rarissima ristampa dell&rsquo;altrettanto rara prima edizione del <em>De chocolatis potu diatribe</em> uscito nel 1664 (RBH ne registra un unico passaggio nel 1949), saggio con cui il cardinale pugliese Francesco Brancaccio cerc&ograve; di risolvere la lunga controversia tra gli ordini religiosi in merito al divieto di consumare cioccolata calda durante la Quaresima e le feste comandate. Argomentando finemente la sua esposizione, Brancaccio decise che la cioccolata rompeva il digiuno solo nella sua forma densa, perch&eacute; diventava pi&ugrave; cibo che bevanda, ma non se assunta invece in forma liquida come una tisana (pare che al tempo la preparassero anche cos&igrave;&hellip;). Dunque via libera al &ldquo;brodo indiano&rdquo;, come la defin&igrave; Brancaccio (e infatti, nell&rsquo;incisione in apertura al trattato, si vede Nettuno che, arrivato sulla sua carrozza marina alle colonne d&rsquo;Ercole, consegna a un locale una preziosa scatola con su scritto &ldquo;indum nectar&rdquo;). L&rsquo;opera si conclude con il metodo di preparazione della bevanda al cioccolato &quot;lecita&quot;.</p>

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