Crocifisso italiano in legno di bosso, databile alla Sicilia tra XVII e XVIII secolo. L’opera presenta il corpus Christi scolpito e modellato nei dettagli anatomici, montato su una croce lignea. Terminali, cimasa e piedicroce risultano in legno dorato decorato con cherubini in rilievo e motivi a volute. Nel braccio trasversale e nel calvario sono inseriti elementi in metallo dorato a retroincastro, con virgolette recanti inserti in corallo mediterraneo (Corallium rubrum).
Nell’area di intersezione dei due bracci è presente un piccolo quadrato in tartaruga (hawksbill sea turtle, Eretmochelys imbricata, Cheloniidae), entro cui sono incastonate quattro teste di cherubino, anch’esse realizzate con inserti in corallo mediterraneo. Nella parte superiore della croce è applicato un cartiglio in legno con Titulus Crucis I.N.R.I., disposto orizzontalmente e sagomato in modo ondulato a richiamo di una pergamena. La figura del Salvatore è resa con braccia distese e mani aperte inchiodate con chiodi a forma piramidale; la testa coronata di spine è inclinata verso la spalla destra con sguardo rivolto verso il basso, in un’espressività riconducibile all’Imago Pietatis.
Le gambe sono parallele e lievemente flesse, con i piedi sovrapposti inchiodati con un unico chiodo sporgente. Il perizoma è accompagnato da un drappo laterale annodato sul fianco destro. Dimensioni: altezza 54 cm, larghezza 33 cm, profondità 7 cm; peso circa 740 g. Stando alla documentazione fornita, il lotto è accompagnato da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici. Stato di conservazione: buono, con normali usure e difetti commisurati all’uso; si segnalano due dita mancanti.