Questa Splendida e Ricca Scena di Crocifissione Sorprende per la Qualità Narrativa, per la Sapiente Descrizione dei Moti Dell’anima e per i Riferimenti Colti e Puntuali ai Grandi Maestri Veneti ed Emiliani del XVI Secolo. i Corpi Emaciati di Cristo e dei Ladroni, il Cielo Plumbeo che Grava, il Chiaroscuro che Scolpisce le Figure Sembrano Provenire dallo Studio Attento di Tintoretto, Mentre le Fisionomie del Gruppo della Madonna e dei Cavalieri sullo Sfondo, Unito al Cangiantismo delle Vesti Tradisce un Debito Evidente con il Miglior Tiziano. È Possibile Avanzare Un’attribuzione a Giuseppe Caletti, Singolare Pittore Cremonese del XVII Secolo, di Cui Ancora Poco Si Sa, e che Sin da Giovane Compì Vari Viaggi a Venezia. la Pennellata Incisiva e Decisa che Contraddistingue la Nostra Crocifissione Si Può Ritrovare nelle Due Opere Certe Rappresentanti L’annunciazione degli Angeli a Zaccaria ed Elisabetta e Battesimo di Cristo, Entrambe Custodite nei Depositi del Museo di Arte Antica di Ferrara