L'opera presenta un Cristo Crocifisso finemente scolpito in avorio, risalente al XVIII secolo e certamente di derivazione indo-portoghese, con dimensioni di cm 32x26,5; la croce misura cm 105x41x14. La scultura, supportata su una croce in legno ornata, mostra un'attenta elaborazione dei dettagli anatomici volti a evidenziare il profondo senso di sofferenza e umanità. L'incarnato è delicatamente colorato, mentre i particolari come le ferite, la capigliatura e il perizoma sono resi con estrema precisione.
L'opera è caratterizzata da un busto teso che evidenzia le costole e da arti che esprimono languore, mentre i piedi sono fissati da un chiodo. Il panno che drappeggia il perizoma è elegante, annodato sulla fiancata destra. La croce è decorata con una raggiera e un cartiglio argentato con il Titulus Crucis, su cui appare un marchio napoletano, indicando così un'importazione e assemblaggio avvenuti in ambito locale.
La base dell'opera è tornita e presenta decorazioni intarsiate. Al verso si possono osservare tre timbri di ceralacca rossa e un punzone dell'argento 'NAP' con dettagli sul millesimo, segno della tradizione orafa napoletana. L'importanza di tali sculture avviene anche nel contesto della diffusione del cristianesimo a Goa, dove avori simili venivano esportati in Europa per adornare chiese e collezioni private.