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Fine XIX secolo
Altezza x diametro: 80 x 45 cm
<div>L’Emporio Janetti, fondato da Francesco Janetti e proseguito dai figli, ha rappresentato nella seconda metà del XIX secolo uno dei più prestigiosi punti di riferimento per l'antiquariato e le arti applicate di lusso nell'Italia post-unitaria. Con sede nel prestigioso Palazzo Antinori a Firenze, la ditta si distinse per una strategia commerciale d'avanguardia, aprendo filiali a Torino e Roma per intercettare l'alta aristocrazia e la nascente borghesia delle capitali del Regno.</div><div>La ditta deve la sua fama internazionale soprattutto al ruolo di pioniera del "Giapponismo" in Italia. Grazie a una rete di contatti diretti in Estremo Oriente, in particolare attraverso Vittorio Aymonin, commerciante di semi di bachi da seta residente in Giappone, Janetti fu tra i primi a importare sistematicamente ceramiche Satsuma, bronzi e lacche di altissima qualità. Tra i suoi clienti più celebri figura il collezionista Frederick Stibbert, che tra gli anni '70 e '80 dell'Ottocento acquistò da Janetti circa i due terzi della sua sterminata collezione giapponese.</div><div>Oltre all'importazione, l'emporio era noto per la selezione di oggetti d'arredo "in stile", come orologi in onice e bronzo e ceramiche europee decorate secondo il gusto orientale, spesso presentati nelle principali Esposizioni Nazionali e Internazionali dell'epoca.</div><div><br></div><div>M. Papini, <i>Emporio Janetti Padre e Figli and the Japanese Art Market in Florence in the Second Half of the Nineteenth Century</i>, in "Journal for Art Market Studies", vol. 2, n. 3, 2018.</div><div>M. Becattini, <i>La genesi della collezione giapponese e gli allestimenti storici</i>, in <i>Samurai! Armature Giapponesi dalla Collezione Stibbert</i>, Sillabe, Livorno 2013.</div><div>A. Gardner, <i>A Bibliographical Repertory of Italian Private Collections</i>, vol. V, Istituto per l'Enciclopedia Italiana, Roma.</div>