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e attribuzione ha comportato negli anni diverse interpretazioni. Esemplari analoghi sono transitati in collezioni private, pubblicati negli anni settanta con attribuzione dapprima generica e poi vicina all’ambito ligure (Morazzoni; Levy 1964) e quindi per alcuni attribuiti a produzioni lombarde in ambito lodigiano (Conte 1973). Tutti gli studi rimangono comunque concordi circa la datazione, da ascrivere al primo quarto del XVIII secolo. L’attribuzione delle opere ad Agostino Ratti, ipotizzata già da Poggi nel momento in cui vasi analoghi entrarono a far parte delle collezioni dei Musei Savonesi, è attualmente da rigettare. Due esemplari analoghi completi di coperchio sono conservati nelle collezioni della Cassa di Risparmio di Savona, mentre altri tre vasi sono nel Museo della Ceramica di Savona, privi di coperchio e restaurati dopo essere stati danneggiati durante le ultime vicende belliche. A queste ultime opere si faccia riferimento per approfondimento sulla storia degli studi e
relativa; alt. cm 46, diam. bocca cm 25,5, diam. piede cm 18,8 A PAIR OF LARGE VASES WITH LID, SAVONA, CIRCA 1720 Bibliografia S. Levy, Maioliche settecentesche. Piemontesi, liguri, romagnole, marchiane, toscane e abruzzesi, Milano 1964, tav. XII Bibliografia di confronto R. Aiolfi (a cura di), La ceramica Savonese nella Raccolta Civica, Savona 1990, pp. 72-75 n. 143