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Napoli, XVII-XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità ciascuna: 31 x 25 x 4 cm. peso complessivo: 2328 gr.
Allievo dello scultore Gioacchino Fortini, Pieri fu attivo tra il 1713 e il 1740, distinguendosi come medaglista, modellatore e ritrattista, ma soprattutto come uno dei più abili ceroplasti del suo tempo. Operò inizialmente alla corte dei Medici e successivamente presso i Borbone a Napoli. Secondo il biografo Francesco Gabburri, fin da giovane si specializzò nella creazione di figure in cera colorata, a mezzo e basso rilievo, che furono particolarmente apprezzate dall’ultimo granduca mediceo, Gian Gastone. Quest’ultimo gli affidò la direzione dell’Arazzeria nella Real Galleria dei Lavori, assegnandogli anche lo studio precedentemente appartenuto al suo maestro, Fortini.<br>Con la morte del granduca e la fine della dinastia medicea nel 1737, Pieri si trasferì a Napoli, dove dal 1734 regnava Carlo di Borbone. Anche lì fu posto a capo dell’arazzeria istituita dal sovrano, ma il suo successo si legò soprattutto al talento come ritrattista e alla creazione di scene in cera di grande raffinatezza. Le sue opere, spesso non firmate, talvolta riportano un’etichetta di carta incollata sul retro delle piccole cassette con fondo in lavagna che fungevano da base per le sue composizioni.