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<p>Opera maggiore del giurista torinese Carlo Di Napoli, fu scritta a seguito della causa che nel 1740 aveva contrapposto i cittadini di Sortino al barone Pietro Gaetani, principe del Cassaro.<span style="font-variant: small-caps;"> Moncada Lo Giudice</span> 1557: «L'opera rivendica i diritti del Principe del Cassaro contro il Comune di Sortino che voleva sottrarsi al suo dominio per divenire città demaniale. In realtà il lavoro è assai più importante di quanto possa sembrare a prima vista e ciò per due motivi: il primo è che di Napoli fa una profonda ed interessantissima disamina di tutte le leggi precedenti e della storia del feudo; la seconda è che l’atteggiamento del di Napoli va contro gli interessi della Monarchia, in un periodo in cui il Fisco cercava di recuperare quanti più feudi possibili al demanio». L'opera e il suo peso ideologico e politico furono immediatamente avvertiti dai contemporanei, e questo scritto divenne il manifesto politico del baronato siciliano contro il programma riformatore dei Borbone. <span style="font-variant: small-caps;">Mira </span>II; 126; <span style="font-variant: small-caps;">Narbone </span>II, 197.</p>