![Arte Moderna e Contemporanea [parte II]](https://www.gonnelli.it/uploads/auctions/149-COVER_A_47_MODERNO.jpg)

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; Galleria Angolare, Milano; Collezione privata milanese. I buchi vengono prodotti tra il 1949 e il 1968; "In questo ciclo le opere pittoriche sono caratterizzate da costellazioni di "buchi", effettuati sulla superficie della tela. Questa serie, per Fontana, inizia nel 1949 e viene portata avanti con continuità anche negli anni successivi. I primi lavori presentano vortici di buchi; dal '50 in poi i vortici lasciano spazio a buchi organizzati in base a sequenze ritmiche più regolari. I "Buchi" hanno un'origine prettamente "spaziale" e nascono nel momento più vivo e profondo di questa ricerca. Il loro significato va ben oltre l'essere elementi puramente grafici sulla tela, in quanto sono considerati vere e proprie aperture verso uno spazio ulteriore." (https://www.fondazioneluciofontana.it/index.php/i-buchi). La scelta della carta autoadesiva come supporto è rarissima nella produzione artistica di Lucio Fontana e anche la fosforescenza del colore. Non a caso la scelta del colore rimanda a un famoso La Fine di Dio, la cui serie è di pochi anni prima, ovvero 1963-64 (https://www.fondazioneluciofontana.it/images/opere/fine_di_dio/63_FD_4.jpg) e alla serie I Metalli del 1961-68, le cui superfici riflettenti creano un ulteriore spazio.
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