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<p>I OPERA: Prima edizione postuma estremamente rara del commento di Plauto dell'umanista Pilade Boccardo, grammatico e commentatore dei classici che aveva già collaborato con i Britannico per l'edizione latina delle <em>Vite </em>di Plutarco e quella di Macrobio. Boccardo intendeva riportare i versi plautini al metro antico allontanandosi dalla lezione del Merula, ma al momento della morte era riuscito a stabilire il testo di diciotto delle venti commedie e a commentarne soltanto cinque. <span style="font-variant-numeric: normal; font-variant-caps: small-caps;">Signaroli</span>, <em>Maestri e tipografi a Brescia</em> 70: «L'ambizioso progetto di rivedere integralmente il testo delle venti commedie e di allestire un commento completamente nuovo si arrestò alla morte del grammatico. L'edizione che alla fine del 1506 Giovanni Britannico riuscì a portare sul mercato dopo averla annunciata cinque anni prima, nasceva orfana anche del tipografo che ne aveva iniziato l'allestimento, suo fratello Iacobo». L'edizione non ha frontespizio ma si apre con il Privilegio di stampa del dicembre 1506; titolo e dati editoriali si ricavano dal colophon. Manca ad <span style="font-variant: small-caps;">Adams</span>; <span style="font-variant: small-caps;">Brunet </span>IV, 707; <span style="font-variant: small-caps;">Graesse </span>V, 326; <span style="font-variant: small-caps;">Sandal</span>, <em>La stampa a Brescia nel Cinquecento</em> 56.</p>