Raro coltello cerimoniale di origine africana, con lama in ferro forgiato di cm 56. La lama presenta un tranciante esterno e lavorazioni a puntini su entrambi i lati, mentre l'impugnatura, realizzata in legno a patina scura, mostra segni d'uso che ne attestano l'autenticità e il prestigio.
Questo coltello, impiegato in dispute tribali, serviva anche come simbolo di status e dote per l'acquisizione di una sposa. La lama è decorata con incisioni a palmette e presenta un profilo esterno ben affilato, mentre l'impugnatura termina con un prisma a più lati, un dettaglio distintivo di grande rarità.
Il pezzo proviene dalla collezione di Pier Giorgio Cerrini di Bruxelles (1982) ed è stato documentato in numerose pubblicazioni accademiche, fra cui 'Beauté Fatale: Armes d’Afrique Centrale'. Questo coltello rappresenta un esempio eccezionale della lavorazione artigianale africana.
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Provenienza
Pier Giorgio Cerrini, Bruxelles (1982);
Bibliografia
ELSEN JAN & AUTORI VARI “Beauté Fatale: Armes d’Afrique Centrale” Crédit Communal, Bruxelles 1992, pagina 130, n° 155 (292);<br>ELSEN JAN “ De fer et de fierté: armes blanches d’Afrique Noire du Musée Barbier Mueller” Ginevra, Milano 2003, pag. 137 (524);<br>FISCHER WERNER & ZIRNGIBL MANFRED A. “Afrikanische Waffen” Passau 1978, pag.112, n°195 (202);<br>GOSSEAU CHRISTIAN “Tribal arms monographs: Le couteau d’exécution et ses dérivés”, Vol. I, N° 2, partie II” Bruxelles 1997, figg. 47 - 53 (527);