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di confronto L. Martini (a cura di), "Bottega degli Embriachi". Cofanetti e cassettine tra Gotico e Rinascimento, cat. della mostra, Brescia 2001, pp. 32-35 n. 2; M. Tomasi, Monumenti d'avorio. I dossali degli Embriachi e i loro committenti, Pisa 2010, pp. 83-89, p. 398 n. 12 COFANETTI NUZIALI PER LA SPOSA Costruiti incollando dei listelli di osso scolpiti e parzialmente dipinti su una struttura lignea, in parte rivestita di bande di tarsia a motivi geometrici con l’impiego di legno, osso e corno, i cofanetti venivano fabbricati in varie misure e in vario formato. Gli esemplari a pianta ottagonale o, come nel nostro caso, a base esagonale presentano per lo più un intaglio di alta qualità e sono di dimensioni considerevoli, con un diametro di trenta o quaranta centimetri e un’altezza equivalente. Sul coperchio cuspidato compaiono ora figure di virtù in trono, ora una banda di foglie di rosa contro cui spiccano putti ignudi e alati che reggono usualmente due scudi, destinati in origine ad accogliere le arme dei due sposi. Sui lati dei cofanetti più curati sono scolpiti episodi di storie tratte da poemetti e romanzi in volgare trecenteschi, che talora rielaborano miti antichi; ogni cofanetto presenta sempre una narrazione unitaria e compiuta, svolta in più episodi, divisi agli angoli da formelle con uomini armati di scudo e mazza, che ha per protagonisti eroi dei miti antichi, quali ad esempio la Storia di Giasone, la Storia di Piramo e Tisbe, oppure, come quello qui presentato, la Storia di Paride. I libri di conti e le ricordanze dei mercanti toscani del XIV e XV secolo, le leggi suntuarie e le novelle dell’epoca permettono di ricostruire uso e funzione di questi cofanetti. Il forzierino era donato, quanto meno in Toscana, dal fidanzato alla promessa sposa quando i due cominciavano a frequentarsi per conoscersi, dopo che le famiglie avevano già definito gli accordi per il matrimonio, e prima che i due sposi scambiassero le promesse nuziali davanti a un notaio, il giorno del matrimonio. Era uso inviare lo scrigno ricolmo di gioielli tramite un giovane messo, talora accompagnato da un corteo benaugurante di fanciulle e fanciulli, che poi veniva utilizzato dalle donne per conservarvi le gioie e le lettere. In questo contesto le storie scolpite sui fianchi delle cassettine incarnavano messaggi ed ideali che il fidanzato proponeva alla futura compagna: esse celebravano dunque la bellezza muliebre e l'acume maschile (Paride), l’eroismo virile e la fedeltà (Giasone), l’amore eterno ed invincibile (Piramo e Tisbe), e così via.