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Centrotavola tedesco in argento (Ag 800/1000), lavorazione a giorno, fine XIX–inizio XX secolo

Fine XIX inizio XX secolo

Peso: 1330 gr. altezza x larghezza x profondità: 25,5 x 22 x 22 cm.

Stima900 € / 1200 €
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Centrotavola tedesco in argento, fine XIX–inizio XX secolo, realizzato con impianto composto da un piatto rotondo e da un vaso poggiante su tre piedini a volute. Il manufatto presenta una lavorazione a traforo (“a giorno”) con decorazioni a elementi floreali, volute e conchiglie, che definiscono una struttura in cui motivi vegetali incorniciano parti sagomate. All’interno delle composizioni figurative sono inserite tre scene cavalleresche associate a paesaggi bucolici di montagna.

Al centro del piatto è presente un’iscrizione commemorativa: “A DANTE DE BLASI, DALL’ITALIA CONSACRATO ACCADEMICO DA LA SCIENZA IMMORTALE - 27 - IX - 1929”. La marchiatura risulta conforme all’argenteria tedesca in uso dopo il 1888, con titolo indicato in argento 800/1000 e punzonature relative ai controlli. Le dimensioni complessive ammontano a 25,5 x 22 x 22 cm (altezza x larghezza x profondità), con peso complessivo di 1330 g e diametro del piatto di 28 cm.

Lo stato di conservazione è classificato come “buono”, con normali usure e difetti commisurati all’epoca e all’uso nel tempo. Non sono segnalati ulteriori interventi o manomissioni.

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Bibliografia

Dante De Blasi (1873-1956) fu un eminente immunologo, batteriologo e igienista italiano, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità (1935) e del Consiglio superiore di sanità (1935-1943). Originario di Uggiano la Chiesa, mostrò fin da giovane eccezionali doti di studioso, distinguendosi per la vastissima cultura e la padronanza di numerose lingue.<br><br>Dopo la laurea in medicina all’Università di Roma, intraprese la carriera universitaria, insegnando prima Batteriologia e poi Igiene a Cagliari, Napoli e Roma, dove subentrò a Giuseppe Sanarelli. Partecipò alla stesura del Testo Unico delle Leggi Sanitarie del 1934, impegnandosi in modo particolare nella definizione e nel potenziamento dell’assistenza territoriale e dedicandosi alla lotta contro la malaria.<br><br>Le sue ricerche scientifiche spaziarono principalmente in batteriologia e sierologia. Tra i suoi contributi più importanti: la descrizione del “Fenomeno di De Blasi” nell’agglutinazione della febbre tifoide, lo studio sulle diverse varietà batteriche che provocano la dissenteria e gli esperimenti sulla riproduzione delle neoplasie. Degni di nota anche gli studi sulla filtrabilità del virus della rabbia e sulla trasmissione di anticorpi attraverso il latte. Contribuì inoltre al controllo di un’epidemia di febbre tifoide ad Albano Laziale e Genzano di Roma, scoprendone l’origine idrica e ottenendo un prestigioso riconoscimento all’Esposizione di Strasburgo del 1923.

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