Raro trattato del celebre scienziato Celestino Cominale, datato 1764, che analizza l'epidemia di febbri putride che colpì Napoli, portando a una drammatica mortalità di circa trentamila persone. L'opera, pubblicata a Napoli da Francesco Morello, è un'importante testimonianza storica e medica dell'epoca. Presenta formato in 4°, con occhietto, marca incisa in legno al frontespizio, capolettera e finalini xilografici.
Tra le caratteristiche fisiche, si segnalano alcune gore d'acqua ai primi fascicoli e fori di tarlo, sebbene raramente colpiscano il testo. La legatura, coeva in mezza pergamena, mostra difetti evidenti. Inclusa è la firma d'appartenenza all'occhietto e una dedica moderna sulla carta di guardia.
Questa opera rappresenta non solo un'importante fonte di informazioni sul trattamento delle malattie nel XVIII secolo, ma evidenzia anche gli sforzi umanitari che precedettero il contenimento della crisi sanitaria, illustrando l'invio di rifornimenti di grano a Napoli durante la grande epidemia.