Carlo Dolci (Firenze, 1616–1687), Allegoria della vanità dei beni terreni. Dipinto eseguito a olio su tela, misura cm 87×98. L’opera è presentata con una comunicazione scritta di Francesca Baldassari, senza data, riportata a corredo del lotto.
Il soggetto, come indicato dal titolo, si configura come una rappresentazione allegorica volta a illustrare la vanità dei beni terreni. La composizione si inserisce nel linguaggio pittorico proprio dell’autore, con rimando alle affinità segnalate nella comunicazione scritta: viene infatti indicato che il dipinto, secondo quanto dichiarato da Baldassari, risulterebbe un inedito e costituirebbe un’aggiunta significativa al catalogo di Carlo Dolci, mostrando maggiori affinità con i suoi dipinti degli anni Trenta–Quaranta e confermando una collocazione cronologica riconducibile a tale periodo.
Dal punto di vista documentario, si segnala la presenza della comunicazione scritta citata, quale elemento di supporto all’attribuzione. Non sono riportate ulteriori informazioni su firma, iscrizioni o timbri, né dettagli specifici di stato di conservazione nel materiale disponibile. L’oggetto è indicato senza riserva.
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