L'opera "Tabulae Primi Mobilis" è attribuita a Carlo Antonio Mangini e risale al 1626. Pubblicata a Bologna da Tebaldini, l'opera è un trattato di astronomia contenente un frontespizio finemente inciso e numerose tavole di posizioni astrali, composte con rigore scientifico.
Il volume presenta una legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso al dorso e contiene segni di usura, quali forellini di tarlo, evidenziando la sua antichità. Al contropiatto è presente un ex libris della Biblioteca Salomone di Nicosia, oltre a firme di possesso seicentesche visibili alla prima guardia.
Mangini, noto per il suo approccio innovativo all'astronomia, si distingue per la sua ricerca e il suo contributo alle scienze matematiche dell'epoca. L'opera conserva un significato storico e accademico notevole, riflettendo l'epoca di transizione tra la scienza medievale e le nuove scoperte scientifiche del XVII secolo.