Carlo Alfano, «Tempi prospettici» (1969), eseguito con tecnica mista di smalti e plexiglass su formica. L’opera presenta dimensioni di 29,5 × 29,5 cm e si colloca nel periodo indicato dalla datazione al 1969.
La composizione si sviluppa secondo un impianto concepito per la resa dei rapporti spaziali e per la percezione prospettica, valorizzata dalla presenza del plexiglass, che introduce effetti di trasparenza e profondità. La superficie in formica costituisce il supporto compatto su cui sono applicati gli strati pittorici in smalto.
Dal punto di vista documentario, l’opera reca timbro dell’autore, firma e data alla base. L’autenticità è attestata da un’autentica della figlia Flavia Alfano su fotografia. È presente segnalazione bibliografica in Denis Isaia e Gianfranco Maraniello, «Carlo Alfano. Soggetto Spazio Soggetto», Mart ed., p. 240, tav. 9. Sono inoltre indicate mostre con l’opera, tra cui «Carlo Alfano. Soggetto Spazio Soggetto» presso il Museo Mart di Rovereto (2017/2018) e la Galerie La Bertesca di Düsseldorf.
Lo stato di conservazione segnala una leggera imperfezione sulla base. L’oggetto risulta assoggettato al Diritto di Seguito.
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Bibliografia
Denis Isaia e Gianfranco Maraniello "Carlo Alfano. Soggetto Spazio Soggetto" Mart ed. pag. 240 tav. 9
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