Edera, opera del nobel senese Bartolomeo Carli Piccolomini, rappresenta una rara terza edizione pubblicata a Venezia nel 1544 da Niccolò Zoppino per Giovanni Padovano. Si tratta di un'opera in ottava rima, che mette in scena un'ambientazione arcadica con figure mitologiche e pastorali, tra cui Edera, Phyllis, Chloris, Clitta e Tirso, evocando influenze di Teocrito e del Virgilio delle Egloghe.
L'opera è accompagnata da una silografia al frontespizio e presenta una legatura in marocchino moderno. Con una simile rilevanza storica e letteraria, risulta essere un'opera di grande interesse per studiosi e collezionisti, grazie anche alla peculiarità dell'impostazione stilistica e tematica, che ne esalta il valore artistico e culturale.
Nella sua attuale condizione, si distingue per uno stato di conservazione adeguato, compatibile con l'età del volume e le caratteristiche produttive dell'epoca. La rilevanza di questa edizione e le sue caratteristiche tecniche ne fanno un oggetto di notevole interesse per la ricerca bibliografica e per la storia della letteratura.