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<p>Edizione originale di uno dei più affascinanti libri di poesia del Novecento italiano, nella variante tipografica sopra descritta. Mitica fu non solo la storia creativa del testo, ma anche la sua vicenda editoriale, a partire dallo smarrimento del manoscritto originale, intitolato <em>Il più lungo giorno</em>, affidato da Campana a Papini e Soffici; passando per la stampa a spese proprie presso il Ravagli del testo ricostruito, secondo la leggenda, a memoria; fino alla diffusione del libro attraverso le note vicende censorie e incursioni poliziesche nella libreria di Ferrante Gonnelli, le pagine strappate e cancellate e così via. Sulla storia editoriale dei <em>Canti Orfici</em> e sul censimento degli esemplari si veda in particolare: <span style="font-variant: small-caps">Maini-Scapecchi</span>, <em>Ho bisogno di essere stampato. Un incunabolo del Novecento</em>:<em> i 'Canti Orfici' di Dino Campana</em>.<em> Parte prima: la stampa - Parte seconda: gli esemplari</em>, in <em>Rara Volumina</em>, nn. 2/1995 e 2/1996.</p>